Biografia - Centro Studi e Ricerche "Cosmo de Horatiis"

Vai ai contenuti

Menu principale:

Biografia

Cosmo Maria De Horatiis
 
 
“Dell’arte medica ei fu felice ed assiduo cultore perché innamorato di lei ne seppe valutare la dignità”.


Questo è un breve elogio in riconoscimento ad un nuovo introduttore e propagatore della medicina Omeopatica.
Cosmo De Horatiis, chirurgo di fama, è nato a Poggio Sannita nel 1771,ebbe vita molto intensa. Concentrato in un epoca alquanto scettica in campo curativo,ha saputo emergere in maniera ottima contro ignoranza e pregiudizi regnanti in un’ Italia Ottocentesca.

Studiò medicina a Napoli e si perfezionò a Parigi sotto la guida di Spallanzani, Brugnatelli e Scarpa. Alcune cure effettuate con esito sorprendentemente positivo,accrebbero la sua persona, sì che nel 1821 guadagnò il posto di chirurgo. Fama acclarata, fu chiamato ad intervenire in parecchi casi, finché gli fu conferita dal celebre Scarpa, la nomina di sostituto di Cattedra di Chirurgia a Pavia e infine di Direttore della Clinica Chirurgica dell’Università di Napoli.
Ma l’omeopatia era agli inizi ed il numero degli omeopati molto esiguo; solo con un forte appoggio dall’alto si poteva aspirare ad una affermazione concreta del movimento nato da poco.
La sua figura, infatti, accrebbe in maniera rilevante quando nel 1825 diventò medico dell’armata di Francesco I, che poi prese in cura personalmente. Il Sovrano delle due Sicilie, infatti, soffriva di una grave forme di angina e De Horatiis lo curò con i principi dell’Omeopatia.

Il successo di questa medicina nell’esperienza di Francesco I fece sì che questi divenne sostenitore e fedele amico dell’Omeopatia la quale, grazie al suo aiuto, superò le frontiere del Regno arrivando, pian piano, a far sentire la sua voce un po’ in tutta Italia.
Il Sovrano, inoltre, premiò il De Horatiis dandogli la possibilità di effettuare nell’ospedale della Trinità di Napoli sperimentazioni omeopatiche che iniziò dal 1828 e terminò nel dicembre dello stesso anno. I medici dirigenti furono De Cusatiis e Ascione, mentre fu affiancato da collaboratori omeopati quali Baldi, La Raja e Pezzullo. Soddisfatto dei risultati ottenuti, nel Dicembre del 1828 pubblicò un lavoro intitolato Saggio di Clinica Omeopatica. In quest’opera vi sono descritti 180 casi da lui guariti con ottimi risultati di patologie giudicate ormai inguaribili e gravissime. E’ inutile dire che l’opera sollevò l’interesse della classe medica. Incoraggiato dal successo del suo libro, De Horatiis propose al Re un nuovo esperimento da effettuarsi ,questa volta, sotto controllo di un collegio medico. Il 31Gennaio 1829 il Re Francesco I approvò le disposizioni per una seconda sperimentazione omeopatica effettuatasi a Napoli nell’Ospedale Militare della Trinità.

Tutto sembrava procedere per il meglio e Romani, importante e stimato medico omeopata italiano, auspicava di cuore al successo di questa medicina pur sapendo che lavorare in un ambiente ostile come quello ospedaliero, avrebbe recato gravi problemi al De Horatiis. Dopo diverse vicissitudini infatti, la clinica omeopatica chiuse definitivamente il 17 settembre del 1829. Il suo esperimento fallimentare, tuttavia, servì a divulgare la conoscenza dell’Omeopatia e a renderla familiare a medici e pazienti. Si legge,infatti, in molte biografie di medici di quei tempi, della meraviglia e dello stupore di quanti avevano visto ed osservato durante la loro permanenza nell’Ospedale della Trinità di Napoli. Numerosi furono, così, i medici che in quegli anni aderirono all’Omeopatia ed il movimento Omeopatico prese sempre più consistenza. Verso il 1852, poi, cominciarono a comparire le prime Farmacie Omeopatiche che si concretizzarono in seguito in tutta la penisola.

E’ doveroso, però, far menzione di alcune opere scritte a carattere scientifico in cui si valorizza la persona del De Horatiis.

Due eccellenti traduzioni in Italiano di ottimi trattati quali “Sul governo delle piaghe” di Undervond, “Sull’arte di ricettare” di Tromsdorf , “Dalla natura e sull’uso dei bagni” di Marcard. Nonché le “Opere chirurgiche” di Desault e l’ “Arte ostetrica”del Baudeloque. Nel 1826 come suddetto, pubblicò il “Saggio di clinica omeopatica” nel quale,enunciava una teoria sugli umori che egli riteneva “elementi propulsori della organizzazione”, sostenendo, contro il concetto generalmente diffuso della spontaneità delle loro alterazioni, che queste ultime sarebbero conseguenti all’influenza di potenze estranee.

Il posto che al De Horatiis compete nella storia delle conquiste scientifiche è stato ampliamente illustrato da diversi autori come De Renzi, Tommasi ed altri, i quali, però, non si sono preoccupati di rilevare il vero significato delle sue opere classificandole, poi nel posto che ad esse compete nello studio del problema della vita.

In un opuscolo pubblicato nel 1800 “La contemplazione della natura”, egli affermava come sia opportuno astenersi dal tentare di spiegare quelle cose che né i sensi,né i ragionamenti sono sufficienti a spiegarle. In tale enunciato si evidenzia il pensiero fondamentale dei suoi maestri, Cotugno e Cassese, i quali avevano predisposto il suo pensiero a riconoscimento della superiorità indiscutibile del metodo sperimentale nelle indagini e nelle discipline mediche.

E’ un vero peccato che delle molte opere di Cosmo De Horatiis, molta parte sia andata persa col tempo e non sia stata più ritrovata. Da quelle che però possediamo emerge la figura di una forte personalità di scienziato, con molti interessi ed aspirazioni, grande cultura umanistica e filosofica e, soprattutto, fedeltà alle grandi tradizioni filosofiche meridionali.

“Cosmo De Horatiis cominciò con modesti principi. Non isprecò suo tempo. Visse una vita di rettitudine immacolata; lavorò infaticabilmente come introduttore e propagatore di utili trovati;vinse ostacoli grandi suscitati contro di lui dall’ignoranza,dai pregiudizi,dall’invidia,dagli interessi egoistici e ciechi che cospiravano a suo danno. Come emerse egli da questa lotta ineguale? Stanco ma grande”. Può ben dirsi di quest’insigne benefattore degli uomini:

“Che se il mondo sapesse il cor ch’egli ebbe. Assai lo loda…e più lo loderebbe.”

In questo spazio verranno descritti gli aggiornamenti apportati al sito per coloro che lo hanno già visitato e desiderano conoscere le ultime novità.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu